Tabelle di invalidità per le malattie reumatiche: percentuali e diritti
Chi convive con una malattia reumatica, o la vede crescere insieme a un figlio, prima o poi si trova davanti a un modulo dell’INPS e a una domanda precisa: quanto pesa questa malattia, in punti percentuali? La risposta sta nelle tabelle di invalidità per le malattie reumatiche, contenute in un decreto del 1992 che le commissioni mediche usano ancora oggi.
Qui spieghiamo come si leggono quelle tabelle, quali percentuali assegnano alle principali malattie reumatiche invalidanti, quali diritti si aprono a ogni soglia. C’è poi un capitolo dedicato a chi ha meno di 18 anni, perché per i bambini le regole cambiano.
Ogni voce descrive la malattia in una forma precisa. Un lupus che ha colpito in modo grave i reni, o una sclerodermia che ha raggiunto polmoni e cuore, non rientrano nelle fasce indicate: in questi casi la commissione valuta i danni ai singoli organi con le voci dei rispettivi apparati. La percentuale finale può quindi arrivare molto più in alto.
Lo stesso ragionamento vale per l’artrite reumatoide. Il 50% della voce 9303 è il punto di partenza per la forma cronica. Se le articolazioni hanno perso parte del movimento, la commissione valuta anche queste limitazioni e le combina con la percentuale di base.
Altre malattie reumatiche, come l’artrite psoriasica, la sindrome di Sjögren, la polimialgia reumatica o la fibromialgia, non hanno una voce propria. Vengono valutate per analogia con le malattie più simili.
In breve
Le percentuali di invalidità per le malattie reumatiche sono indicate nella tabella del decreto ministeriale del 5 febbraio 1992: 50% per l’artrite reumatoide cronica, 55% per la spondilite anchilosante, dal 41 al 50% per il lupus senza grave impegno degli organi interni. Per chi ha meno di 18 anni non si assegna una percentuale.
Quali sono le malattie reumatiche invalidanti
In Italia si stima che circa il 10% della popolazione soffra di una malattia reumatica. Non tutte portano a un’invalidità. Alcune però, se non vengono tenute sotto controllo, danneggiano le articolazioni in modo permanente o colpiscono gli organi interni: sono queste le malattie reumatiche invalidanti. Tra le più note ci sono l’artrite reumatoide, la spondilite anchilosante, il lupus eritematoso sistemico, la sclerosi sistemica (chiamata anche sclerodermia) e la dermatomiosite. Nei bambini la forma più diffusa è l’artrite idiopatica giovanile. Chi vuole un quadro più ampio trova la sezione sulle malattie reumatiche rare. Il grado di invalidità non dipende dal nome della diagnosi. Dipende da quanto la malattia limita la vita di ogni giorno. Le tabelle sono costruite proprio su questo principio.Come funzionano le tabelle di invalidità
Il riferimento è il decreto del Ministero della Sanità del 5 febbraio 1992, che ha approvato la “nuova tabella indicativa delle percentuali d’invalidità per le minorazioni e malattie invalidanti”. La tabella misura quanto una malattia riduce la capacità lavorativa generica. Per questo le percentuali riguardano le persone in età da lavoro, mentre per i minori la commissione segue un altro criterio. Le voci della tabella sono di due tipi:- percentuale fissa, quando la malattia corrisponde esattamente, per natura e gravità, alla descrizione della voce;
- fascia di dieci punti (per esempio 41-50%), dentro la quale la commissione sceglie il valore in base alla gravità del caso.
Le percentuali per le principali malattie reumatiche
Queste sono le voci delle tabelle di invalidità che riguardano direttamente le malattie reumatiche.Tabelle di invalidità per le malattie reumatiche
| Codice | Voce della tabella | Percentuale |
|---|---|---|
| 7004 | Spondiloartrite anchilopoietica | 55% fissa |
| 9303 | Artrite reumatoide con cronicizzazione delle manifestazioni | 50% fissa |
| 9320 | Lupus eritematoso sistemico senza grave impegno viscerale | 41-50% |
| 9326 | Sclerodermia con lieve compromissione viscerale | 41-50% |
| 9327 | Poliarterite nodosa senza grave compromissione viscerale | 41-50% |
| 9306 | Dermatomiosite o polimiosite | 35% fissa |
| 9305 | Artropatia gottosa con grave impegno renale | 91-100% |
Cosa dà diritto a ogni soglia di invalidità
Una volta stabilita la percentuale, i diritti si aprono a scaglioni:- dal 34%, protesi e ausili forniti dal Servizio sanitario nazionale;
- dal 46%, iscrizione alle liste del collocamento mirato per il lavoro;
- dal 51%, fino a 30 giorni all’anno di congedo per cure per chi lavora come dipendente;
- dal 67%, esenzione dal ticket per visite specialistiche ed esami;
- dal 74%, assegno mensile di assistenza per chi ha fra i 18 e i 67 anni, se il reddito personale resta sotto il limite fissato ogni anno;
- al 100%, pensione di inabilità, sempre entro un limite di reddito.
Bambini e ragazzi: cosa succede sotto i 18 anni
Per un bambino la tabella delle percentuali non si usa, perché non ha senso parlare di capacità lavorativa. La commissione valuta invece se il minore ha difficoltà persistenti a svolgere i compiti e le funzioni proprie della sua età. Se la risposta è sì, la famiglia può ricevere l’indennità mensile di frequenza. Serve a sostenere le spese per la scuola, i centri di riabilitazione o le terapie. Si riceve nei mesi in cui il bambino li frequenta. C’è un limite di reddito, riferito al minore.Nei bambini
Sotto i 18 anni non si assegna una percentuale di invalidità: la commissione valuta se il bambino ha difficoltà persistenti nelle attività tipiche della sua età. In quel caso la famiglia può ottenere l’indennità mensile di frequenza oppure, nei casi più gravi, l’indennità di accompagnamento.
Le due prestazioni non si possono ricevere insieme. L’indennità di accompagnamento si chiede quando il bambino ha bisogno di assistenza continua.
Per un bambino con artrite idiopatica giovanile la valutazione dipende dalla forma della malattia e dal momento in cui si fa la visita. Una forma oligoarticolare in remissione pesa in modo diverso da un’AIG sistemica in fase attiva. Alla visita conviene portare i referti aggiornati del reumatologo pediatra, l’elenco delle terapie in corso (farmaci biologici compresi) e le relazioni del fisioterapista.
Al compimento dei 18 anni la posizione va aggiornata per passare alle prestazioni degli adulti. Conviene muoversi qualche mese prima, con l’aiuto dell’INPS o di un patronato.
Invalidità civile e legge 104: non sono la stessa cosa
Le due cose si confondono spesso. L’invalidità civile misura la riduzione della capacità lavorativa (per i minori, le difficoltà legate all’età) e dà accesso alle prestazioni economiche e sanitarie viste sopra. La legge 104 del 1992 riconosce invece la condizione di handicap, cioè lo svantaggio che la malattia provoca nella vita sociale. Se l’handicap è grave (articolo 3, comma 3), il familiare che assiste ha diritto a tre giorni di permesso retribuito al mese. Per i genitori di un bambino con una malattia reumatica è spesso il riconoscimento più utile. Le due valutazioni si chiedono con la stessa domanda e si fanno nella stessa visita, ma producono due verbali distinti.Come si presenta la domanda
La procedura per il riconoscimento dell’invalidità civile segue questi passaggi:- il medico di famiglia, o un altro medico certificatore, compila online il certificato medico introduttivo e lo invia all’INPS;
- entro 90 giorni si presenta la domanda sul sito dell’INPS con SPID oppure attraverso un patronato, indicando se si chiede anche il riconoscimento della legge 104;
- l’INPS fissa la visita davanti alla commissione medica, dove conviene portare tutta la documentazione clinica;
- il verbale arriva per posta oppure si scarica dal sito dell’INPS.
Se la percentuale è bassa
Se la percentuale riconosciuta sembra troppo bassa, entro sei mesi dal verbale si può fare ricorso in tribunale con un accertamento tecnico preventivo.
La riforma della disabilità
Il decreto legislativo 62 del 2024 sta cambiando il modo in cui si accerta la disabilità. Al posto delle commissioni attuali arriva una valutazione di base unica, affidata all’INPS. La riforma è partita in via sperimentale il 1° gennaio 2025 in alcune province e da marzo 2026 si è allargata a una quarantina di nuove città. Secondo il calendario attuale varrà in tutta Italia dal 1° gennaio 2027. Chi vive in una delle zone coinvolte farebbe bene a informarsi presso l’INPS o un patronato prima di presentare la domanda.La ricerca cambia anche il peso dell’invalidità
Le tabelle di invalidità per le malattie reumatiche risalgono al 1992, quando i farmaci biologici non esistevano ancora. Oggi molte malattie reumatiche invalidanti si possono tenere sotto controllo prima che lascino danni permanenti. Per questo la stessa diagnosi può portare a percentuali molto diverse da una persona all’altra. La ricerca lavora su più fronti: farmaci sempre più mirati, medicina di precisione, cure per le forme pediatriche più rare. I progetti che Il Volo ETS segue in questo campo sono raccolti nelle pagine dedicate alla ricerca e agli studi e ricerche mediche.A chi rivolgersi
Domande, verbali, scadenze: per una famiglia che sta già affrontando una diagnosi la parte burocratica pesa. La pagina a chi rivolgerti raccoglie i riferimenti utili per le famiglie dei bambini con malattie reumatiche. Per la domanda vera e propria, i patronati offrono assistenza gratuita.Domande frequenti sulle tabelle di invalidità per le malattie reumatiche
Con l’artrite reumatoide si può avere l’invalidità?
Sì. La tabella del 1992 prevede una voce specifica, la 9303, che assegna il 50% all’artrite reumatoide con cronicizzazione delle manifestazioni. Se la malattia ha danneggiato le articolazioni o altri organi, la commissione valuta anche queste limitazioni e la percentuale può salire.
Come si richiede l’invalidità per l’artrite reumatoide?
Il medico invia all’INPS il certificato medico introduttivo, poi entro 90 giorni si presenta la domanda online o tramite un patronato. Alla visita conviene portare i referti del reumatologo, gli esami recenti e l’elenco delle terapie.
Quanti punti di invalidità dà la spondilite anchilosante?
La voce 7004 della tabella assegna il 55% alla spondiloartrite anchilopoietica, che è un altro nome della spondilite anchilosante.
La polimialgia reumatica è una malattia invalidante?
Non ha una voce propria nelle tabelle. Di solito risponde bene alla terapia con il cortisone. Quando lascia limitazioni durature, la commissione la valuta per analogia con le malattie più simili.
Un bambino con artrite idiopatica giovanile ha diritto all’invalidità?
Sotto i 18 anni non si assegna una percentuale. Se la malattia crea difficoltà persistenti nelle attività tipiche dell’età, la famiglia può ottenere l’indennità mensile di frequenza oppure, nei casi più gravi, l’indennità di accompagnamento. Per i permessi dei genitori conta il riconoscimento della legge 104.
Che differenza c’è tra invalidità civile e legge 104?
L’invalidità civile misura la riduzione della capacità lavorativa e dà accesso a prestazioni economiche e sanitarie. La legge 104 riconosce la condizione di handicap: se è grave, dà diritto ai permessi retribuiti per il familiare che assiste.
Fonti
- Decreto del Ministero della Sanità 5 febbraio 1992, tabella delle percentuali d’invalidità;
- INPS: indennità mensile di frequenza;
- INPS: riforma della disabilità, decreto legislativo 3 maggio 2024 n. 62;
- Legge 5 febbraio 1992 n. 104, legge quadro per l’assistenza, l’integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate.